Cantare e/è pensare

19 Apr Cantare e/è pensare

La libertà è partecipazione, cantava Giorgio Gaber.

La comunità e l’unicità. Convegno fatto di persone ed interventi vivi, pulsanti!

“Nella fisiologia degli antichi greci e nella psicologia biblica, il cuore era l’organo della

sensazione, ed era anche il LOCUS dell’immaginazione. Nel cuore e intorno al cuore

era localizzato il senso comune (sensus communis), la cui funzione era l’apprensione

delle immagini. La funzione del cuore era quindi estetica. Nella risposta estetica del

cuore, l’atto di percepire il mondo con i sensi e l’atto di immaginare il mondo non

sono separati, come accadrà nelle psicologie successive.

Per questo motivo, la rielaborazione della nostra idea di realtà psichica ci coinvolge,

ciascuno individualmente, in una rielaborazione del nostro retroterra culturale, della

tradizione che tuttora alimentale le nostre teorizzazioni e la nostra idea di realtà.

Ebbene, io voglio ripetere che, di fronte alle fantasie apocalittiche, la tradizione alla

quale dobbiamo rivolgerci non sta sullo Himalaya e neppure sul monte Athos, né sui

remoti pianeti dello spazio siderale, e tantomeno nel terrore nichilistico che

preannuncia l’apocalisse. No, la tradizione a cui rivolgerci si trova nel cuore

immaginale della città rinascimentale, nelle sue strade, nella sua lingua, nelle sue

cose, nella città del cuore del mondo.”