Gli ultimi spettacoli, una riflessione

25 Giu Gli ultimi spettacoli, una riflessione

Gli ultimi spettacoli sono stati così particolari e significativi, da richiedermi una vera e propria riflessione.

 

Ad Alta Voce – 11 novembre ridotto del Teatro delle Muse di Ancona.

Insieme a Lella Costa, Guido Cavalli, Ivano Marescotti, Emidio Clementi.

Quattro brani – “Di Porpora e neve”, “Canção do mar”, “Siberiana”, “Barco negro” – hanno intervallato i testi, presi in prestito e reinterpretati a partire dalle opere di: Italo Calvino, Virginia Woolf, Danilo Dolci, e altri autori. Il filo rosso che li ha uniti è la cura, che si oppone al consumismo e alla superficialità degli atteggiamenti oggi ritenuti naturali. Un ritorno alla vera natura delle cose, che non significa un ritorno al passato, quanto la scoperta di un nuovo sguardo.

 

“Il fado nel cuore”, 9 novembre nella sala dei ritratti di Fermo. Un incontro quasi dovuto, quello con Marco Poeta, il primo pioniere del fado in Italia. E l’incontro è avvenuto con una sfida: riarrangiare il fado di Coimbra – destinato soltanto agli uomini – con la chitarra a dodici corde e una voce e un modo differente dalla tradizione. Emozione e coinvolgimento grandi che paiono essere solo l’inizio di un percorso nuovo.

 

“Nos versos que canto”, 30 ottobre Perugia. Scherzare sulle scelte di reinterpretazione del fado, date dal piglio non filologico (seppur rispettoso) nei riguardi della tradizione e ritrovarsi tre mani alzate di donne portoghesi benevolenti ed entusiaste di fronte alle suddette scelte, non ha prezzo! Credo non ci sia cosa che scaldi di più del sentirsi apprezzati nella contaminazione e trasformazione di tradizioni proprie e altrui! Obrigada

 

“Il canto degli emarginati”, 26 ottobre nel carcere di Villa Fastiggi, Pesaro. Non riesco con le parole a descrivere i colori e il sentire di un giorno così. Sguardi, volti, mani e spalle che si cibano di ogni singola nota, ogni respiro, ogni parola. E che ti ringraziano nonostante le difficoltà di un posto, luogo, contesto, destino. La luce e l’aria sono le benvenute nonostante facciano risaltare ancora di più i limiti della reclusione. E noi, siamo usciti che non eravamo più esattamente gli stessi.

 

Per tutto questo, io canto. Noi suoniamo, facciamo chilometri, combattiamo.

Grazie Grazie Grazie

Tags: