– If not now, then when

22 Giu – If not now, then when

…If not now, then when…

Cantava Tracy Chapman.

L’8 marzo in piazza del popolo a Pesaro,

ho avuto la gioia e l’onore – miste ad emozione ed impeto – di cantare canzoni di protesta – mie e di Joan Baez, della Chapman, di Bob Dylan e Bob Marley – con e per le donne in protesta.

Sentivo uno strano fremito, di fronte a donne di tante età diverse, ai loro volti, ai capelli, ai fiocchi rosa.

Donne toste, donne vissute, donne timide ed innamorate della poesia.

La sorpresa di scoprire un gruppo cui si appartiene – volente o nolente – da parte di un’introversa-disadattata-individualista-per-nascita è sempre grande e luccicante.

Tutto questo mentre nell’aria si muovono immagini e messaggi di donne piccole piccole. Non serve dire ancora – il sesso, le forme, gli standards – ciò che non solo ci circonda, ma ci travolge.

“Non è facile essere una donna oggi” è la prima cosa che mi è venuta da dire. Abbiamo bisogno di specchiarci nell’altra, di imparare l’arte dell’essere donna, quella della consapevolezza di essere “come si è”: particolari, complesse, probabilmente per certi versi ancora sconosciute a noi stesse”. Ed è un racconto, forse una storia tramandata a voce, a conservare tracce di un’identità quasi trasparente…

Si, perchè – nonostante diamanti nascosti come quello di Ipazia, che rappresenta quelle donne che potevano coltivare la loro specificità alla luce di un’antica tradizione, anche esoterica – l’anima della donna è stata ripiegata in spazi angusti per molto tempo. Ed ora sembra quasi prendere le sembianze dell’uomo, in un mondo in cui anche le idee di parità e libertà appaiono un po’ falliche!

 

Allora, in quel momento, di fronte ad una piazza così morbida nonostante il rigido freddo, mi sono sentita piccola e grande. Donna e ancora bambina.

E dare voce a parole così importanti, così assurdamente attuali, mi ha fatto sentire sulla pelle e sotto l’essere una parte di qualcosa di più grande.

Donne.