– Panta Rei

22 Giu – Panta Rei

Cambia todo cambia, canta la grande Mercedes Sosa.

La filosofia ci ha speso decine e centinaia di anni e giri di pensiero attorno al cambiamento, al mutamento ed al suo contrario, l’essere come sempre uguale a sè stesso.

Dispute che disegnano molto bene i passaggi della nostra cultura, quel ciò che saremo che si può comprendere solo partendo da ciò che siamo stati….

D’istinto noi occidentali ce l’abbiamo a morte col cambiamento; che sia di opione o di forma, di situazioni concrete o meno. L’oriente, ah l’oriente, vede meglio lo scorrere come forma dell’essere.

Caro Parmenide, con la tua sfera perfetta!!

 

In tutto questo, eccola.

Lei.

La morte.

Madre e regina, ombra, ponte, fremito, respiro, l’ultimo.

 

A starle vicino, tutto appare sotto un’altra prospettiva, con altri colori, i contorni sembrano quasi sparire….

le priorità, le piccole cose, poi, cambiano il loro senso….

Che fortuna ci sia la morte!

Linfa vitale della vita, casa del suo senso.

Perchè è dal limite che si può cominciare a far proprio uno spazio, reale o ideale che sia; è dal limite, che si impara la misura, come ritmo e inclinazione, di se stessi.

Ma non lo vedete? Ed è proprio a causa della rimozione della morte, del limite e della misura, che il nostro mondo sta morendo… ma non di morte naturale nè nobile.

Facciamo finta – noi mondo occidentale – di poter vivere per sempre: la fretta, la distrazione, la bramosia, ci distolgono per tutta una vita dalla contemplazione del mistero.

ed il mistero sta proprio lì, a contatto stretto e quotidiano con la morte. Santa.