– Un ‘piccolo album’ tutto da scoprire

22 Giu – Un ‘piccolo album’ tutto da scoprire

da “Persinsala” la recensione della presentazione di venerdì 20 gennaio

Cinque perle per descrivere un mondo. Un ‘piccolo album’ in cui custodire e scoprire sonorità ammalianti. Una vocalità pastosa e cristallina insieme. Un’anima che osserva le situazioni con intelligenza e lucidità e che si offre senza barriere a chiunque sappia ascoltare.

 

È stato presentato il 20 gennaio al Felt Music Club di Roma, il primo omonimo lavoro di Frida Neri, giovane cantautrice molisana che si affaccia sul panorama musicale italiano cogliendolo di sorpresa, grazie a una sapiente miscela di testi acuti e penetranti e ritmiche mai banali in cui melodie folk si accompagnano alla tradizione del miglior cantautorato italiano.

Frida, vincitrice del Premio Augusto Daolio, è laureata in Filosofia e si vede. Ogni storia raccontata in questo disco, che la cantante stessa definisce in una sola parola «denso», porta l’ascoltatore a riflettere, a cercare di osservare «ogni singolo istante» da angolazioni nuove e inaspettate. Nel mondo di Frida anche un noioso Matrimonio può trasformarsi in una passione fulminea e coinvolgente («vorrei sfogliare le sue vesti e leccarne via il timore. E lei? Cosa vorrebbe farne di me?») e il viaggio, raccontato in Siberiana, il cui il viandante si accorge di non avere «niente di più di se stesso», ci ricorda i Csi di In quiete e Memorie di una testa tagliata e ci rammenta, servendosi delle parole di Pasolini, che «solo l’amare, solo il conoscere/conta, non l’aver amato/non l’aver conosciuto».

Quello di Frida è un percorso che guarda al presente e che anzi si presta a cambiamenti e mutazioni in progress. «Ogni testo, melodia o arrangiamento sono in continua “estensione”», dichiara l’artista. «Stasera avete ascoltato Come nero», prosegue, «una traccia non contenuta nell’album che, partendo da un’originaria base reggae, è diventata una sorta di omaggio al genio di Django Reinhardt». È soprattutto in Come nero, infatti, che emerge l’abilità di Antonio Nasone, eccellente chitarrista che, insieme al violoncellista Jacopo Mariotti, al violista Michele Vagnini e al contrabbassista Marco Tarantelli, ha accompagnato Frida durante la presentazione. L’eleganza e l’ottima presenza scenica dei musicisti, discreti e allo stesso tempo caratterizzanti come solo un abile accompagnatore sa essere, ha completato il regalo che la cantautrice ha preparato per il suo pubblico.

La sperimentazione di Frida coinvolge anche l’utilizzo di strumenti come il salterio, suonato nella versione di Siberiana contenuta nell’ep da Enzo Vecchiarelli.

Il suo percorso proseguirà il 5 Febbraio prossimo all’Eremo di Monte Giove di Fano. «Spero davvero di poter ricreare un’atmosfera magica, anche considerando le caratteristiche del luogo», sottolinea la cantautrice. Ma quale sarà il tema centrale del prossimo brano? «Vorrei scrivere una canzone per mio padre».

E noi non vediamo l’ora di ascoltarla.

 

 

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